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VITA NELL'ALDILA' - LA VITA NEI MONDI SPIRITUALI RIVELATA DAGLI SPIRITI RESIDENTI E' UNA REALTA' E CONVIENE INFORMARSI BENE PRIMA DI FARE IL GRANDE VIAGGIO
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Mario Palestro

La "Motivazione" questa sconosciuta:

"È più facile che una gomena (corda) entri per la cruna di un ago che un ricco nel Regno di Dio." - (Mt 19,23-24)

"ESSERE ALTRUISTI E' UNA CONDIZIONE MENTALE
 NON UN TORNACONTO!"

[Conoscere il bene equivale a farlo!]


[Articolo di: Palestro Mario - 11/05/2012]

 



La motivazione! Perché è importante? Per il fatto che è quella che realizza se una azione fu fatta per necessità, per dolo, per infamia, per ingordigia, per cattiveria, per salvare qualcuno, ecc. Anche nel caso del suicidio conta molto la motivazione. Ad esempio, lo dicono anche gli spiriti, uno che si suicida per sfuggire alle proprie responsabilità è di gran lunga diversissimo da un individuo che cerca la morte perché magari è a letto steso come un vegetale e la vita fisica non può offrirgli nulla (ricordate la penosa vicenda di P.Welby?). In quel caso (i famosi casi di eutanasia) il "suicidio volontario o assistito non comporta pena né colpe. Diciamo che Dio non condanna, né l'individuo si autocondanna a qualsivoglia pena poiché il gesto fu per una causa ineludibile. Diverso corso hanno le esistenze degli spiriti che si liberano del corpo terrestre a causa di una fuga da responsabilità. Essi hanno un infelice destino e vanno a finire diritti nelle regioni spirituali inferiori dove l'ambiente non è dei più salutari, nè gli esseri che popolano quelle regioni sono molto socievoli. Purtroppo chi finisce lì soffrirà abbastanza per un bel pezzo tanto da non veder l'ora di poter fuggire da quelle zone astrali così basse, squallide, buie, desolanti e volgari dove l'esistenza diventa una inutile sofferenza dell'anima e del perispirito (il "corpo fisico" dello spirito). Quindi "LA MOTIVAZIONE" gioca un ruolo fondamentale sull'anima umana. E' un "metro" per misurare le nostre azioni quotidiane. Ogni volta che si deve compiere un'azione un po pesante e di cui non sappiamo esattamente se stiamo facendo bene o male, questo metro (la MOTIVAZIONE) diventa uno strumento spirituale indispensabile:- "Per salvare 1000 bambini posso sacrificare 10 uomini?" - Ognuno si dia la risposta da sè. Oppure:- " posso sacrificare la mia vita per salvarne un'altra o più di una?" - Anche qui, ognuno legga nel suo cuore e si dia la risposta. Non è che uno deve stare tutto il giorno a cercare disperatamente di fare del bene a tutto e a tutti. Quella è roba per santi, uomini di Dio, sfere altissime, luoghi cui noi non possiamo neppure immaginare la bellezza, l'amore e l'armonia che esprimono. No, stiamo parlando dell'individuo medio, alle prese con i suoi problemi quotidiani sul lavoro, in famiglia, indaffarato nella vita che conduce. Ecco, la cosa importante è: "Avere la predisposizione al bene e all'altruismo quando se ne presenti l'occasione". Ecco una regola d'oro da seguire sempre o quasi per stare con la coscienza pulita e a posto con sé stessi. Anche qui, però, vale il buon senso e la ragione di ogni individuo. Se hai voglia, se vuoi, se puoi e se ti senti in grado di dare un concreto aiuto (sotto qualsiasi forma venga richiesto), dallo! ma se non hai voglia, né hai i mezzi o comunque diventa "un peso", lascia stare. Dedicati a fare qualcos'altro. Insomma, credo che sia chiaro quello che intendo dire e che voglio sia compreso: ESSERE ALTRUISTI E' UNA CONDIZIONE MENTALE, NON UN TORNACONTO! Altrimenti si perderebbe in una bolla di sapone la "motivazione" e non ci sarebbe senso ad essere altruisti, anzi, addirittura si rasenterebbe la dabbenaggine. No, bisogna essere predisposti. Lo dicono migliaia e migliaia di spiriti che una volta vivevano in un corpo in carne e ossa terrestre come il nostro. Purtroppo non è questo l'articolo adatto a spiegare fino in fondo il "perispirito" cioè, il "nuovo" corpo che rivestono gli spiriti una volta abbandonato quello rozzo e grossolano terrestre. Magari ne parleremo più in là anche perché è un argomento interessantissimo. Ma perché ci si dovrebbe stare a preoccuparsi tanto "degli altri", di essere d'aiuto e insomma, cercare qualora se ne presentasse l'occasione, di essere disponibili? Beh, qui c'è di mezzo l'esistenza addirittura l'anima e la sua destinazione una volta lasciato questo Pianeta. Si tratta di "evoluzione spirituale". Più un individuo è evoluto spiritualmente e più gli viene naturale rendersi disponibile agli altri. I santi sono un esempio estremo di questa faccenda. Perché pensate, altrimenti, che Yeshua (Gesù) abbia detto:- “Chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve… io sto in mezzo a voi come colui che serve” [Lc 22,25-27]. - e ancora:- " Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli." [Matteo 18:1-4] - Un'altra chicca di Gesù:- "Chiunque si innalzerà sarà abbassato; e chiunque si abbasserà sarà innalzato" [Matteo 23:12] - Insomma, basta leggersi il vangelo per trovare migliaia di frasi simili (anche nel vecchio testamento). Conoscere il bene equivale a farlo! Gesù disse:- "È più facile che una gomena (corda) entri per la cruna di un ago che un ricco nel Regno di Dio." Un ricco difficilmente riuscirà a passare le spesse e dense barriere dei mondi astrali inferiori. Pensate che un tipo simile (vedi qui) riesca a raggiungere livelli spirituali elevati? Provate davvero tanta invidia per i possedimenti di questa anima perduta?


Mario Palestro



Riporto in queste pagine un breve e interessante estratto dal "Centro Studi don Antonio Rubbi

Il contrario dell’umiltà è la superbia. Essa consiste nella pretesa dell’uomo di avere autonomia assoluta sul bene e sul male. Non consiste nel desiderio di diventare “grandi”, ma nel presumere di ottenere tale grandezza con le proprie forze. Gli atteggiamenti provocati dalla superbia sono:

  • Risentimento: nasce quando ci arrabbiamo perché gli altri non ci hanno dato la stima che ci aspettavamo;

  • Vanità: E' una esagerata stima di noi stessi, nell’attribuirci virtù che non abbiamo o nel vantarci di quelle che possediamo;

  • Ipocrisia: nasce quando mentiamo per far apparire noi stessi migliori di quanto siamo in realtà;

  • Arroganza: nasce quando sentiamo tutto come dovuto e non ringraziamo di quanto riceviamo;

  • Permalosità: si esprime quando ci offendiamo facilmente a motivo di una critica o di una osservazione;

  • Disprezzo: si manifesta quando disprezziamo la vita altrui, sottovalutiamo la loro bontà o ingigantiamo i loro difetti.

    L’uomo dominato dalla superbia:
     

  • raramente loda

  • volentieri critica

  • difficilmente domanda

  • difficilmente ringrazia

  • difficilmente riconosce la propria colpevolezza.


[Fonte:Centro Studi don Antonio Rubbi]