ALLAN KARDEC | Hippolyte Léon Denizard Rivail

Hippolyte Léon Denizard Rivail nasce nel 1804 a Lione da una famiglia di avvocati e magistrati. Dopo un periodo iniziale di studi portati avanti nella sua città, viene mandato a Yverdun – in Svizzera – a completare la propria preparazione presso il celebre pedagogista Pestalozzi di cui, dopo essere stato allievo, diventerà presto collaboratore. Scriverà dei trattati in materia, tra i quali è bene ricordare “Piano di perfezionamento dell’istruzione pubblica”-1828; “Corso Pratico e teorico di Aritmetica”-1829; “Grammatica Francese Classica”-1831.
Era anche docente universitario a Parigi, dove insegnava Filosofia, Astronomia, Anatomia, Chimica e Fisica:
I suoi corsi furono raccolti in un’unica opera.
Si avvicinò allo Spiritismo già cinquantenne, dopo aver sentito parlare di sedute medianiche, affrontate – ufficialmente – per la prima volta nella storia in modo assolutamente prudente e soprattutto scientifico. «Arrivavo alle sedute», scrive Kardec rievocando quel periodo, «con una serie di domande preparate e ordinate metodicamente; e le risposte che ottenevamo erano sempre precise, profonde e logiche… Da principio ciò m’interessava soltanto per istruzione mia personale. Più tardi, quando vidi che il tutto assumeva le proporzioni di una dottrina, pensai di farne una pubblicazione per l’istruzione di tutto il mondo.»Sempre diffidente, era difficile si convincesse di qualcosa e fino a quando non aveva la matematica certezza della veridicità dell’argomento non era solito comunicare le sue idee ad altri. Per dimostrare la propria esistenza, le Entità furono costrette a parlargli di cose che solo lui poteva conoscere.

Dopo questa prima “fase” gli rivelarono una delle sue precedenti incarnazioni, quella di Allan Kardec, appunto, in Britannia tra gli antichi Celti.

Proseguirono affermando che la sua missione fosse quella di trasmettere all’umanità gli insegnamenti che avrebbero divulgato allo scopo di far crescere spiritualmente l’umanità stessa.
Nel corso di queste sedute, Kardec si rese conto di questa realtà derivante da nuove leggi naturali: questa teoria riconobbe un mondo invisibile come un’altra forza della Natura, che legava i rapporti tra un mondo invisibile ed il “nostro”, visibile.
Nell’aprile del 1857 scrisse la sua opera maggiore, “Il Libro degli Spiriti” in cui affrontava il lato filosofico della sua dottrina. Dottrina che si basava su molti principi del cristianesimo, ma che riconosceva gli assurdi errori – volontari, aggiungo io – del dogmatismo cattolico e dava il giusto spazio alla presenza di entità certamente esistenti e un notevole peso alla reincarnazione. Com’è nello stile di una certa Chiesa, votata all’ottundimento delle menti di fedeli già ciechi, nel 1866, misero all’indice le sue opere e parte dei suoi libri vennero pubblicamente bruciati a Barcellona.
Il 1° aprile del 1858 fondò la “Società degli Studi Spiritici di Parigi”.
A chiunque interessassero le sue opere:
Il Libro degli Spiriti, Mediterranee, Roma 1992; Il Libro dei Medium, Mediterranee, Roma 1992; Le Rivelazioni degli Spiriti. Genesi – Miracoli – Profezie, Mediterranee, Roma 1987; Le Rivelazioni degli Spiriti. Il cielo e l’inferno, Mediterranee, Roma 1987; Il Mondo degli Spiriti. Spiritismo, reincarnazione, apparizioni, infestazioni, Mediterranee, Roma 1993.
Resta in assoluto il primo e l’unico scienziato che si sia avvicinato a questo genere di esperienze in modo assolutamente serio e ponderato, riuscendo poi a convogliare tutto questo in una dottrina filosofico-religiosa.
“Nascere, morire, rinascere ancora e sempre progredire. Tale è la legge”: questo il “manifesto” kardicista.

Come pedagogista, fu uno dei maggiori divulgatori della proposta pestalozziana di educazione nel XIX secolo. Pubblicò libri di grammatica, aritmetica e suggerimenti per il miglioramento della pubblica istruzione in Francia. Fu professore di fisiologia, astronomia, fisica e chimica al Liceo Polimatico, a Parigi.
Dal 1854, si dedicò allo studio dello spiritismo, che allora era molto in voga e interessava diversi scienziati e filosofi[1].
All’epoca la spiegazione più diffusa era quella del magnetismo animale, ma Kardec, rifiutò questa ipotesi, ritenendola insufficiente, e cercò di elaborare un sistema di pensiero in cui le manifestazioni spirituali aiutassero la trasformazione sociale e morale dell’umanità. Con questa motivazione, dedicò gli ultimi anni della sua vita alla sistematizzazione dello spiritismo.
Studiò a Yverdon (Svizzera) con il celebre Johann Heinrich Pestalozzi del quale diventò un eminente discepolo e collaboratore. Si dedicò alla divulgazione del sistema di educazione che influenzò la riforma degli studi in Francia e Germania. Parlava tedesco, inglese, italiano, spagnolo e olandese. Tradusse in tedesco frammenti di autori classici francesi, specialmente i testi di Fénelon (François de Salignac de la Mothe).

Fondò a Parigi – con sua moglie Amélie Gabrielle Boudet – un negozio simile a quello di Yverdun. Scrisse grammatiche, libri di aritmetica, studi pedagogici superiori; tradusse opere inglesi e tedesche. Organizzò, a casa sua, corsi gratuiti di chimica, fisica, astronomia e anatomia.
Membro di molte società, tra le quali l’ Académie Real de Arras, fu premiato, nel 1831, per la monografia Qual è il sistema di studio più in armonia con le necessità di quest’epoca?
Fra le sue opere citiamo: “Piano presentato per il miglioramento dell’istruzione pubblica” (1828); “Corso pratico e teorico di aritmetica” (1829, secondo il metodo di Pestalozzi); e “Grammatica francese classica” (1831).

Nel 1854, il professor Rivail sentì parlare delle tavole giranti, fenomeno medianico che agitava l’Europa. A Parigi, fece i suoi primi studi scientifici sullo spiritismo. Applicò alla nuova scienza il metodo di sperimentazione senza mai formulare teorie preconcette, osservava attentamente, comparava, deduceva le conseguenze; cercava sempre la ragione e la logica dei fatti.
Interrogò gli spiriti, annotò e ordinò con scrupoloso rigore scientifico i dati che ottenne. Per questo motivo è chiamato codificatore dello spiritismo. All’inizio, Rivail aveva come obiettivo solo la propria istruzione. Dopo, quando vide che il suo lavoro aveva assunto le proporzioni di una dottrina scientifica e filosofica, decise di pubblicare un libro, per l’istruzione di tutti. Pubblicò quindi Il libro degli spiriti il 18 aprile 1857, a Parigi. Adottò lo pseudonimo di Allan Kardec affinché fosse possibile differenziare la sua opera spiritista dalla produzione pedagogica pubblicata in precedenza. Nel gennaio del 1858, Kardec lanciò la Revue Spirite (Rivista Spiritista) e fondò la “Società Parigina degli Studi Spiritisti”. In seguito, pubblicò Cos’è lo spiritismo (1859), Il libro dei medium (1861), Il vangelo secondo lo spiritismo” (1864), Il cielo e l’inferno” (1865) e La Genesi (1868).

Kardec scomparve a Parigi, il 31 marzo 1869, all’età di 64 anni, a causa dalla rottura di un aneurisma. Il suo corpo è seppellito nel cimitero Père Lachaise, nella capitale francese. I suoi amici raccolsero testi inediti e annotazioni di Kardec e li pubblicarono con il titolo Opere postume, libro edito nel 1890.
Sulla lapide è stata scolpita la frase «Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: tale è la legge» ((FR) «Naître, mourir, renaître encore et progresser sans cesse, telle est la Loi»).

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