IL dr. GEORGE RODONAIA MORTO DA TRE GIORNI RESUSCITA SUL TAVOLO OBITORIO

La prima cosa che ricordo della mia N.D.E. è che mi ritrovai in un regno di oscurità totale. Non avevo dolore fisico, ero ancora in qualche modo consapevole di essere George e tutto intorno a me c’era oscurità, oscurità assoluta e completa- l’oscurità più grande mai provata, più scuro di qualunque scuro, più nero di ogni nero. Questo era cio’ che mi circondava e incombeva su di su me. Ero inorridito. Non ero preparato a tutto questo. Sono rimasto disgustato nello scoprire che ancora esistevo, ma non sapevo dove fossi finito. Un pensiero solo attanagliava la mia mente: Come é possibile dato che non esisto piu’? Questo é cio’ che mi turbava.
Lentamente ho fatto forza su me stesso e ho cominciato a pensare a quello che era accaduto ed a cio’ che succedeva. Ma non mi giungeva niente di confortante o rilassante . Perchè sono in questa oscurità? Cosa posso fare? Allora ho ricordato la famosa citazione di Descartes’ : “penso, dunque sono.” E questo mi ha sollevato da un peso enorme, perché allora ho capito che, in un certo senso, ero ancora vivo, benchè evidentemente in una dimensione molto diversa. Allora ho pensato, “Se esisto, perchè non devo essere ottimista? Sono George e sono nell’ oscurità, ma so che esisto. Sono quello che sono. Non devo essere pessimista. Come posso stabilire cosa è positivo nell’ oscurità? La luce é una cosa positiva.”Allora, improvvisamente, fui nella luce; brillante bianca, luccicante e forte; una luce molto brillante. Era come il flash di una macchina fotografica, ma non lampeggiante, solo brillante. Luminosità continua. Al momento ho trovato lo splendore della luce doloroso, non potevo guardare direttamente ad essa. Ma pian piano ho cominciato a rilassarmi. Ho cominciato a sentire caldo, conforto, e tutto improvvisamente è sembrato eccellente.

La cosa successiva che mi accadde fu che ho visto tutte queste molecole volarmi intorno, atomi, protoni, neutroni, volavano dappertutto. Da un lato era totalmente caotico, ma cio’ che mi ha dato gioia fu il fatto che questo caos aveva una simmetria intrinseca. Questa simmetria era meravigliosa unica e totale, e mi ha riempito di una gioia tremenda. Ho visto il modello universale della vita e della natura davanti i miei occhi. Fu a questo punto che ogni preoccupazione residua sul mio corpo scomparve, perché mi era ormai chiaro che non avevo piu’ bisogno di esso che era soltanto una limitazione.
Tutti [i ricordi] di questa esperienza si sono fusi, così è difficile per me porre gli eventi in sequenza esatta. Il tempo per come lo avevo conosciuto si fermo’; passato, presente, e futuro erano un tutt’uno per me in quell’unità di vita senza tempo.

Ad un certo punto ho subìto quello che è stato chiamato il processo di rivisitazione della propria vita, per cui ho visto la mia vita dall’inizio alla fine tutto d’un colpo. Ho partecipato ai veri drammi della mia vita, quasi come se un’immagine olografica della mia vita mi scorresse davanti- nessuno senso di passato, presente, o futuro, solo il momento presente e la realtà della mia vita. Non era come é cominciata con la nascita per poi arrivare alla mia vita all’Università di Mosca. Essa mi è apparsa tutta in una volta. Io ero la’. Questa era la mia vita. Non ho provato alcun senso di colpa o rimorso per le cose che ho fatto. Non ho provato nulla in merito ai miei fallimenti, errori, o risultati ottenuti. Tutto quel che ho percepito era la mia vita per quello che era stata. Ed ero contento cosi’. Ho accettato la mia vita per quella che è.

Durante questo tempo la luce irradiava un senso di pace e gioia verso di me. Era molto positivo. Ero così felice di essere nella luce. E ho capito quello che la luce ha voluto dire. Ho imparato che tutte le regole fisiche della esistenza umana erano nulla quando le ho comparate a questa univoca realtà . Ho anche potuto vedere che un buco nero è solo un’ altro aspetto di quella infinità che è la luce. Sono arrivato a capire che quella realtà è dappertutto. Che non è semplicemente la vita terrena ma la vita infinita. Tutto quanto non solo é collegato insieme,il tutto è anche uno. Così mi sono sentito un solo essere con la luce, con la sensazione che tutto è perfetto fra me e l’universo.

Avrei potuto essere dovunque immediatamente, proprio là [dove avessi voluto]. Ho cercato di comunicare con la gente che ho visto. Qualcuno ha sentito la mia presenza, ma nessuno ha fatto niente. Ho sentito la necessita’ di studiare la Bibbia e la filosofia. Chiedi e ti sarà dato. Pensa e tutto giunge a te. Così ho partecipato, sono ritornato [indietro nel tempo]e ho vissuto nella mente di Gesù e dei suoi discepoli. Ho sentito le loro conversazioni, ho fatto l’esperienza di mangiare [con loro],di passarci il vino, odorare, assaggiare- eppure non avevo il corpo. Ero pura coscienza. Se non avessi capito cio’ che accadeva, mi sarebbe stato dato un chiarimento. Ma nessuno insegnante ha parlato. Ho esplorato l’Impero Romano, Babilonia, i tempi di Noé ed Abramo. Qualsiasi epoca vuoi citare, io ci sono andato.

Così ero la’, inondato da tutte queste buone cose e da questa esperienza meravigliosa, quando qualcuno comincio’ a tagliare nel mio stomaco. Potete immaginare? Quello che era accaduto era che ero stato portato all’obitorio. Sono stato dichiarato morto e lasciato là per tre giorni. Un’indagine sulla causa della mia morte era stata istruita, così hanno mandato qualcuno a fare un’autopsia su me. Come hanno cominciato a tagliarmi lo stomaco, mi sono sentito come se una grande forza mi avesse afferrato dal collo e mi avesse spinto giù. Ed era così potente che ho aperto gli occhi e percepii questa enorme sensazione di dolore. Il mio corpo era freddo e ho cominciato a rabbrividire. Immediatamente hanno fermato l’autopsia e mi hanno portato all’ospedale, dove sono rimasto per i seguenti nove mesi, la maggior parte dei quali trascorsi sotto il respiratore.

Lentamente ho riguadagnato la mia salute. Ma non sarei mai stato piu’ lo stesso individuo, perché tutta cio’che volevo fare per il resto della mia vita era studiare la saggezza. Questo nuovo interesse mi ha condotto a frequentare l’Università di Georgia, dove ho preso la mio seconda laurea in psicologia della religione. Poi sono diventato prete della Chiesa Orientale Ortodossa. Alla fine, nel 1989, siamo venuti in America, e ora lavoro come pastore associato al First United Methodist Church in Nederland, Texas.

Molta gente mi ha domandato a cosa credo, come la mia NDE ha cambiato la mia vita. Tutto quel che posso dire è che ora credo al Dio dell’universo. Dissimilmente da molta altra gente, comunque, non mai ho chiamato Dio la Luce, perché Dio è oltre la nostra comprensione. Dio, credo, è molto più della luce, perché Dio è anche oscurità. Dio è tutto cio’ che esiste, tutto- e questo va ben oltre la nostra capacità di comprendere-. Così non credo al Dio degli Ebrei, o dei Cristiani, o degl’Indù, o in qualsiasi idea religiosa di quello che Dio è o non è. E’ per tutti lo stesso Dio, e quel Dio mi ha mostrato che l’universo nel quale viviamo è un bellissimo e meraviglioso mistero con cui é connesso per sempre e per l’Eternita’.

Chiunque ha avuto una simile esperienza di Dio, che ha sentito un tale senso di profondo collegamento con la realtà, sa che c’è solo un lavoro veramente significativo da compiere nella vita, ed esso é l’ amore; amare la natura, amare la gente, amare gli animali, amare la Creazione stessa, perché è giusto così. Servire la creazione di Dio con una calda ed amorevole generosità e compassione- questa è l’unica esistenza che ha senso.

Molta gente gira intorno a quelli che hanno avuto NDE perché sentono che abbiamo le risposte. Ma so che questo non è vero, almeno non totalmente. Nessuno di noi puo’ capire fino in fondo le grandi verità della vita finché non saremo uniti all’ eternità al momento dela morte. Ma di quando in quando otteniamo di dare un’ occhiata di sfuggita alle risposte qui sulla terra, e questo è gia’ abbastanza per me. Amo fare domande e cercare risposte, ma alla fine so che devo vivere le domande e le risposte. Ma per me va bene, non è vero? Finché amiamo, amiamo con tutto il nostro cuore e passione, nulla ha importanza, non vi pare? Forse il modo migliore per me per esporre quel che cerco di dire è condividere con voi qualcosa che il poeta Rilke una volta ha scritto in una lettera ad un amico. Ho visto questa lettera, la lettera originale scritta a mano, nella biblioteca a Dresda, all’ Università in Germania. (cito a memoria, come segue:)
“Sii paziente con tutto quello è irrisolto nel tuo cuore. E cerca di amare le domande di per se’ stesse. Non cercare le risposte che non possono esserti date. Perché non potresti conviverci. E il punto è vivere totalmente, vivere le domande ora, e forse senza saperlo, vivrai abbastanza nelle risposte.”

Ho fede in cio’. Vivi le domande, e l’universo aprirà i suoi occhi su di te. GUARDA IL VIDEO

(Il dr. George Rodonaia è passato definitivamente dall’altra parte il 12 ottobre 2004 a causa di insufficienza cardiaca.

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