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Disse Gesù “...dopo l’Ariete i Pesci. E poi verrà l’Acquario. Allora l’uomo scoprirà che i morti sono vivi e che la morte non esiste."  Da "Il Gesù proibito" di Mario Pincherle - IL QUINTO VANGELO
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SPIRITO DI CONFUCIO
Perle di saggezza di questo filosofo cinese vissuto 2.500 anni fa
dove ammonisce e chiarisce alcuni aspetti dell'esistenza umana e dell'aldilà. Dalla sua vera voce una incredibile testimonianza sui mondi dell'aldilà, sui grandi esseri evoluti che stanno molto al di sopra delle città spirituali e un accenno indiretto agli "helper" coloro che aiutano spiriti malconci sofferenti.
CON AUDIO ORIGINALE

SPIRITO DI ALICE GREEN
"E' stato come essere sulla Terra, con le case qua e là, ma senza rumore e traffico. Gli edifici erano incantevoli"
Alice Green in spirito, ci racconta come è andata dall'altra parte, cosa successe quando morì e il suo stupore nel constatare che "nessuno mi vedeva". Il rimprovero al marito (deceduto molti anni prima) perché non era andato al suo funerale, lo stare nella stanza tra i parenti, ma invisibile ai presenti.

SPIRITO DI MR. OHLSON
"Non ho nessun rimpianto, sono molto felice e non tornerei sulla Terra nemmeno se mi offrissero tutto l'oro della Cina"
Mr. Ohlson ci racconta la sua esperienza nell'aldilà e di come sia felice in quel mondo tanto simile alla Terra ma completamente diverso per colori, amore, vita, felicità, etc. Infatti dice che la morte
"...è l'esperienza più bella che può capitare ad un essere umano" Una testimonianza da leggere.

SPIRITO DI SAM WOODS
"Sono morto nel mio letto di vecchiaia. Nel giro di pochi giorni ho tirato le cuoia. E' come andare a dormire. Tutti i tuoi vecchi amici li ritrovi intorno a te"
.
Altra importante testimonianza diretta dal mondo dell'aldilà tramite lo spirito si Sam Woods dove rassicura tutti che non bisogna avere paura della "morte" poichè essa è la nascita in un mondo più felice e meraviglioso di questa nostra Terra poiché lì non esiste denaro.

SPIRITO SIR OLIVER LODGE
"Per noi è come una nebbia. Vi è una terribile atmosfera intorno al vostro mondo....! Tutto il tempo della vostra esistenza la vivete come sull'orlo di un precipizio..." Lo spirito di Sir Oliver Lodge ci richiama al contesto malvagio in cui versa la Terra cone le sue guerre, omicidi, cattiverie, invidie, gelosie, egoismi. Lui dice che per loro è una grande difficoltà avvicinarsi a noi poichè il mondo è avvolto in nebbie malefiche.

SPIRITO REGINA VICTORIA
"Lavorate per fare la volontà di Dio, mentre siete ancora sulla Terra. Arriverà la fine, anche se può sembrare lontana, ma io sono sicura che arriverà. "
Stupenda testimonianza della regina VITTORIA (fu Regina del Regno Unito dal 20 giugno 1837). Dalla sua vera voce ammonimenti e rettifiche sul suo operato quando era sulla Terra.
CON AUDIO ORIGINALE



"Quelli che hanno condotto gli infelici ad un tale stato di disperazione, ne subiranno le conseguenze?" (domanda A. Kardec)

«Oh, guai, guai ad essi! Poiché ne risponderanno come di un omicidio». (risposta di uno spirito elevato in contatto con Kardec)

[TRATTO DA: " Il Libro degli Spiriti" - di ALLAN KARDEC]

[Articolo di Mario Palestro ]

 

Quante persone si suicidano? Tante! Troppe! La disperazione porta molta gente nel mondo a privarsi del bene più prezioso che hanno: la vita. Ma è una scelta sbagliata. Sbagliatissima. Chi si uccide commette omicidio su sè stesso, peggio di aver ucciso un'altro uomo. Gli spiriti dell'aldilà ci mettono in guardia su questo insano gesto poiché poi, dall'altra parte, questo atto viene pagato a caro prezzo, in regioni spirituali buie e fredde popolate da mostri inumani e gentaglia di basso profilo spirituale. Già, sembra una beffa. Chi è tanto disperato da commettere omicidio su sè stesso lo fa perché vuole farla finita con questo mondo popolato da gente egoista e malvagia, gente cui sta più a cuore il proprio conto in banca piuttosto che il bene collettivo e poi va a finire in posti ancora più squallidi e desolanti, popolati da gentaglia peggiore di quel che si lascia sulla Terra. Gli egoisti, i faccendieri, gli assassini e tutti coloro che si macchiano di delitti di qualsiasi natura verso il proprio prossimo, pagheranno a caro prezzo le loro azioni infami e malvagie. Se sapessero dove sono destinati quando prima o poi si spoglieranno dell'involucro terrestre diverrebbero immediatamente chierichetti altruisti e attenti verso il prossimo. Ma essi ignorano i mondi spirituali (soprattutto quelli bassi e inferiori), sono più concentrati sul mondo materiale, ad ammassare materia su materia, oggetti su oggetti, soldi e palazzi.....ma che dall'altra parte a poco gli serviranno. Anzi, non gli serviranno proprio a nulla. Una buona azione compiuta con il cuore in mano, per pur piccola che sia ha più valore di una villa al mare. Eh si, i mondi spirituali hanno un'altra "moneta" che determina se un un individuo in spirito nell'altro mondo sarà felice e beato oppure una povera larva in pena che si aggira in posti bui e desolati. Gli spiriti lo dicono coralmente che, certi posti squallidi, freddi e oscuri sono popolati a miliardi da esseri che una volta vivevano sulla Terra serviti e riveriti, che erano ricchi, benestanti e potenti. E vederli ridotti in quello stato miserabile suscitano veramente pena. Merita di essere citato in queste pagine ciò che disse lo spirito del dr. Andrè Luiz al medium Francisco chico Xavier. Andrè Luiz era un medico brasiliano, ricco ed egoista, sempre dedito a donne di malaffare, vizi e giochi d'azzardo. Aveva una bella famigliola ed era soddisfattissimo della propria esistenza. Fino al giorno in cui morì! Allora si ritrovò in una di quelle zone spirituali buie, fredde, tetre, popolate da gentaglia cattiva e disgustosa, un posto lugubreche lui definì "..UMBRAL, una specie di purgatorio..." e scoprì così una verità inaspettata. Ha sofferto per molto tempo a stare in quei luoghi fetidi e oscuri, finchè dopo molto tempo, compresi i suoi errori, iniziò la sua evoluzione spirituale verso luoghi più luminosi e accoglienti. Egli affermò tramite il medium F.C.XavieSpirito:- "Possedevo un focolare domestico che avevo chiuso a tutti quelli che camminavano nel deserto dell'angoscia. Mi ero deliziato con le gioie famigliari, scordando di stendere questa benedizione divina all'immensa famiglia umana, sordo ai semplici doveri della fraternità." - "Oh! amici fraterni della Terra! Quanti di voi potrebbero evitare questo cammino del rammarico con la preparazione ai terreni più interiori del cuore? Accendete la vostra luce divina, prima di attraversare la grande ombra. Cercate la verità, prima che la verità vi sorprenda. Sudate adesso per non piangere poi."

Molti spiriti, anzi la stragrande maggioranza, dicono che il "suicidio volontario" causa negli spiriti che hanno commesso questo grave e drammatico gesto, una sorta di autopunizione. Le persone suicide, colte da disperazione e rabbia impotente dentro di sè, scelgono come unica soluzione possibile la morte (fisica). Poi, dopo un lungo sonno che varia da individuo a individuo, ci si risveglia (in spirito) in posti poco piacevoli, si è quasi "sospesi" e subito si prova angoscia, rammarico, rimorso per ciò che si è fatto a sè stessi (o agli altri). Tornare indietro non è più possibile e l'individuo, in "perispirito",  comincia a soffrire mentalmente e spiritualmente.

L'avvocato Victor Zammit, nel suo illuminante libro  ["Un Avvocato Presenta il Caso dell'Aldilà" - Prove Oggettive Inconfutabili] - liberamente scaricabile dalla rete, afferma:- "Quel che succede a una persona che commette un suicidio dipende da un numero di fattori. La motivazione è sempre molto importante. Ad esempio, esiste una grossa differenza tra chi commette suicidio a causa di una morte inevitabile e chi lo commette per evitare delle responsabilità. Coloro che si tolgono la vita per l'incapacità di affrontare dei problemi, nell'Aldilà accresceranno i loro problemi e le loro responsabilità. Nell'Aldilà esistono sfere di diverso livello - da quelle a vibrazioni più basse a quelle a vibrazioni più elevate. Al momento della morte fisica ci rechiamo nella sfera che meglio si adatta alle vibrazioni che abbiamo accumulato nel corso della nostra vita sulla Terra. Detto in maniera semplicistica, la gente più coscienziosa va nella "terza" sfera - quella che alcuni chiamano la terra dell'estate perenne. Quanto più le vibrazioni sono elevate, tanto migliori saranno le condizioni di cui si godrà. Ci è stato detto che le sfere più elevate sono talmente belle che è perfino impossibile immaginarle. Per coloro che, invece, hanno accumulato delle vibrazioni particolarmente basse esistono problemi molto seri."

Molta letteratura spiritistica afferma che il suicidio è "ammesso" (nel senso che nè Dio, nè l'individuo stesso lo percepiscono come una "fuga dalle responsabilità") solo nel caso di malattie gravi debilitanti e che riducono un essere a poco più che un vegetale (clamoroso e dibattuto fu il celebre caso di Piergiorgio Welby, con l'anestesista Mario Riccio che interruppe la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire).

Allan Kardec, (pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail (1804 –1869), fu un pedagogista, filosofo, chimico, fisico e matematico francese conosciuto per essere stato il fondatore e codificatore dello spiritismo) nel suo libro "IL LIBRO DEGLI SPIRITI" afferma:- " Fra le cause più frequenti di sovreccitazione cerebrale sono da annoverarsi i disinganni, le disgrazie, gli affetti contrariati, cose tutte che sono nello stesso tempo le cause del suicidio." -  Poi, chiedendo a uno dei tanti spiriti "dotti" con cui dialogava, a proposito della reincarnazione Kardec domandò:- "Accade qualche volta che dopo l’unione indissolubile col suo nuovo corpo, lo Spirito si dolga della scelta che ha fatto? Risposta dello spirito:-" «Che, come uomo, si lagni della vita che fa, e la desideri diversa, sì; ma che, come Spirito, si penta della sua scelta, no, poiché egli, incarnato che sia, non ne ha più coscienza. Può invece trovare troppo grave il peso della sua esistenza: e allora, credendolo superiore alle proprie forze, lo sciagurato ricorre al suicidio».

Dal "Libro degli spiriti" di Allan Kardec riguardo il tema del suicidio - dialogo tra A.Kardec e gli spiriti "dotti" (elevati):

Kardec: Da che viene in parecchi il disgusto della vita senza un motivo plausibile?
Spirito: «Dall’ozio, dalla mancanza di fede e spesse volte dalla sazietà. Per chi esercita le sue facoltà con un fine utile e secondo le sue attitudini naturali, il lavoro non riesce penoso, e la vita passa più rapidamente: egli ne sopporta le vicissitudini con tanta maggiore pazienza e rassegnazione, quanto maggiore è la sua fede nella felicità più vera e più durevole, che lo aspetta».

Kardec: Ha l’uomo il diritto di disporre della sua vita?
Spirito: «No; questo diritto è di Dio. Il suicidio volontario è una violazione della legge di conservazione».

Kardec: Il suicidio non è sempre volontario?
Spirito: «Il pazzo, che si uccide, non sa quel che si faccia».

Kardec: Che pensare di coloro che si uccidono per disgusto della vita?
Spirito: «Insensati! Perché non si diedero al lavoro? Non avrebbero trovata gravosa l’esistenza».

Kardec: E di coloro che si uccidono per sottrarsi alle miserie e ai disinganni di questo mondo?
Spirito: «Poveri Spiriti, che non hanno il coraggio di sopportare gli affanni dell’esistenza! Dio aiuta chi soffre, ma non chi manca d’animo e di forza. Le tribolazioni della vita sono prove, od espiazioni beati quelli che le tollerano senza mormorare, poiché ne saranno ricompensati! Guai, per contrario, a coloro che attendono la propria salute da ciò che nella loro empietà chiamano caso o fortuna! Il caso o la fortuna, per valermi del loro linguaggio, possono, è vero, favorirli qualche volta; ma perché provino più tardi e più crudelmente la delusione di avere confidato in cose vane».

Kardec: Quelli che hanno condotto gli infelici ad un tale stato di disperazione, ne subiranno le conseguenze?
Spirito: «Oh, guai, guai ad essi! Poiché ne risponderanno come di un omicidio».

Kardec: L’uomo che, messo alle strette dalla necessità, si lascia morire per disperazione, può considerarsi quale suicida?
Spirito: «E’ proprio tale; ma chi lo induce a quel passo, o potrebbe impedirlo e non lo fa, avrà maggior castigo di lui, che troverà indulgenza. Però non crediate che egli resterà del tutto impunito, interamente assolto, ove abbia mancato di fermezza e di perseveranza, e non avrà fatto uso di tutte le sue forze e facoltà per sottrarsi alle strette della miseria. Meschino lui, poi, se la sua disperazione è stata determinata dall’orgoglio, cioè se egli si è spinto a quel passo cedendo a stolti pregiudizi, i quali fanno credere che un uomo già vissuto nell’agiatezza non possa vivere col lavoro delle sue mani, e che sia preferibile lasciarsi morire di fame, piuttosto che degradarsi e vivere in una condizione più modesta della condizione precedente! Non è forse cento volte più nobile e dignitoso lottare contro le avversità, e disprezzare la critica di un mondo vano ed egoista, che non è devoto se non a coloro cui ride la fortuna, e vi volta le spalle quando vi trovate nel bisogno? Sacrificare la propria vita ai pregiudizi di questo mondo è cosa insensata, perché il mondo non tiene conto di questi sacrifici, da cui non ricava alcun vantaggio».

Kardec: Chi si uccide per sfuggire all’onta di un delitto è riprovevole come colui che lo fa per disperazione?
Spirito: «Il suicidio non cancella la colpa; anzi, alla prima ne aggiunge una maggiore. Come si ebbe il coraggio di fare il male, occorre avere anche quello di subirne le conseguenze. Però Dio giudica con assoluta giustizia, e può talora mitigare la sua severità».

Kardec: Il suicidio è scusabile, quando il suicida ha lo scopo di impedire che l’onta ricada sui figli, o sulla famiglia?
Spirito: «Chi lo commette fa male, ma crede di far bene, e Dio gliene terrà conto, poiché è un’espiazione, che si impone da sé. Egli attenua la sua colpa con l’intenzione; ma pur tuttavia la colpa è sempre colpa. Del resto, abolite gli abusi  della vostra società e i vostri pregiudizi, e non avrete più di questi suicidi». Chi si toglie la vita  per sfuggire all’onta di una cattiva azione dimostra di tenere più alta stima degli uomini che all’amore di Dio , e rientra nella vita spiritica col peso delle sue iniquità , poiché privandosi della vita , si è privato del mezzo di riparare al malfatto e purificarsene . Iddio sovente è meno inesorabile degli uomini : perdona al sincero pentimento , ed apprezza la riparazione; ma il suicidio non ripara a nulla».

Kardec: Che pensate di colui che si toglie la vita quaggiù nella speranza di giungere così più presto ad una migliore?
Spirito: «Follia! Faccia il bene, e allora sarà sicuro di arrivarvi, mentre in questo modo ritarda la sua entrata in un mondo migliore, perché egli stesso sarà costretto a chiedere di venire a terminare quella vita, che si è troncata per una falsa idea. Una colpa, qualunque sia, non apre mai l’accesso al santuario degli eletti».

Kardec: Il sacrificio della propria vita non è meritorio quando è fatto per salvare un altro, o per giovare in una maniera qualsiasi ai suoi simili?
Spirito: «Il sacrificio della propria vita per il bene degli altri non e un suicidio, ma un atto sublime, se veramente utile, e non offuscato dall’orgoglio. Un sacrificio è tanto meritorio, quanto più è disinteressato; se talvolta chi lo compie ha segreti finì personali, allora ne scema il valore agli occhi di Dio». Ogni sacrificio a spese del proprio bene è un atto sovranamente meritorio agli occhi di Dio , perché è la pratica della legge di carità . Siccome  la vita è il bene massimo che l’uomo abbia sulla Terra , chi vi rinuncia a vantaggio del suo simile non commette una colpa , ma compie un sacrificio sublime: solo , prima di compierlo , deve considerare se la sua vita non sia più utile della sua morte».

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